Anelli, Federico - Falso indaco

qweedy

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"Il ritrovamento di un cadavere, il ragazzo più bello del paese, nelle acque del fiume, è all’origine dell’incontro tra un ex poliziotto che da vent’anni gestisce con la figlia un B&B, e un commissario di Salerno trasferito da poco sulle sponde del Delta del Po, senza alcun entusiasmo, in quelle terre depresse. In questo luogo anomalo che come ogni zona di frontiera – qui, quella tra il fiume e il mare – sembra sottrarsi alla legge degli uomini e a quella di Dio, si dipana una vicenda che rivelerà l’anima nera di una piccola comunità di provincia, popolata da personaggi imperscrutabili come la nebbia che li ha partoriti."

Il falso indaco è un fiore alieno nato in Nord America, che col tempo ha allungato le sue radici fino alle sponde del Delta del Po dove prende vita questa storia, in un paesaggio che per atmosfere e umori richiama alla mente un altro delta, quello del Mississippi.

Dopo il G8 di Genova e la violenza vissuta Benassi ha consegnato pistola e distintivo ma le immagini di quei momenti sono un dolore che non si cancella e che si presenta con un pungente odore di limone: quel dolore sarà la punizione eterna per i suoi peccati. Gestisce con la figlia il B&B, e la sua unica distrazione è la pesca notturna alle anguille tra i canali in cui svettano, dagli argini, i rami infestanti dell’indaco bastardo.

Un giallo italiano dove il maggior pregio, secondo me, è l'ambientazione, nebbiosa, malinconica.
Voto 6.
 

qweedy

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E' un fiore assai comune, l'ho cercato anch'io per curiosità
:rolleyes: quindi questo è un' autore di gialli come tanti spuntati negli ultimi anni...
L'ambientazione e' cio' che mi ha colpito di piu' in questo romanzo. L'ha trasmessa molto bene.

In un'intervista lui stesso lo dice:
Federico Anelli: Ho sempre subito il fascino del Delta del Po, ci sono stato diverse volte. Lo considero un luogo molto suggestivo e per certi versi avulso dal resto d’Italia. La prima volta che l’ho visitato mi ha immediatamente richiamato alla mente il Mississippi, la Louisiana, le Everglades della Florida, tutti luoghi dai quali sono in qualche modo ossessionato perché hanno formato il mio immaginario attraverso i libri, il cinema e la musica. Ho pensato subito potesse essere l’ambientazione giusta per il romanzo. Anzi, possiamo proprio dire che il romanzo è stato costruito attorno a questo luogo che in qualche modo funge da “protagonista”.

“Il cielo aveva lo stesso colore dell’asfalto. Se per uno strano scherzo qualcuno si fosse divertito a capovolgere lo scenario, così di punto in bianco, quasi certamente nessuno avrebbe notato la differenza”.

“ Quel pezzo di terra fradicia, sprofondata nel grigio, fetida come l’acqua del fiume che l’attraversa”.

"Il muro di nebbia svelava l
asfalto mezzo centimetro alla volta, come una spogliarellista che sa il fatto suo. Toccava andare piano, anche se in giro non cera nessuno, quindi ci mise più del solito a raggiungere CaNera."

"l
anguilla in umido di Mara Baldan era un nodo assolutamente impossibile da sciogliere. Aveva trascorso giorni nel tentativo di replicarla, ed erano stati i più frustranti della sua vita. Cera un segreto, racchiuso tra le carni grasse e saporite di quel pesce, che nessuno riusciva a cogliere. Era la tecnica di cottura? Era il sugo? Era un aroma speciale? Gli unici in grado di rispondere erano gli ex proprietari del Bocalón, ma si rifiutavano di farlo"

“Ninna nanna, arriva la Borda, che lega i bambini con una corda. Con una corda e una coltella, lega i bambini e poi li macella”.
 
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