Keyes, Daniel - Fiori per Algernon

Tatia

Member
Algernon è un topo, ma non è un topo qualunque. Con un'audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon che, fino all'età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto... sveglio. Ma cosa succede quando quella stessa operazione viene effettuata su Charlie? Il diario di un uomo che "voleva soltanto essere come gli altri", un romanzo definito dal New York Times "magistrale e profondamente toccante..." e vincitore del Premio Nebula 1966

E' davvero difficile commentare un libro come questo. E' scritto in prima persona sotto forma di diario, e questo diario, o meglio "Rapporto sui progressi", viene tenuto da Charlie Gordon un trentenne con un ritardo mentale, che comunque non gli impedisce di lavorare in una panetteria e compiere azioni semplici.Charlie è determinato a sottoporsi a un operazione provata solo su cavie animali, per accrescere la sua intelligenza e quando una di queste cavie, il topolino Algernon, ottiene risultati eccellenti e non temporanei ecco che arriva il suo turno . Viviamo momento per momento l'evoluzione intellettiva e caratteriale di Charlie e conosciamo insieme ai suoi ricordi la sofferenza che c'è dietro la sua spinta a migliorarsi, i suoi amici che lui crede tali ma che non ridono insieme a lui ma in realtà ridono di lui. Di rapporto in rapporto gli errori grammaticali diminuiscono, la sintassi migliora e la personalità di Charlie si percepisce stia cambiando. Se, come sosteneva Einstein "l'intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento", Charlie è diventato molto colto ma è incapace di gestire la realtà che è intorno lui. Non ha le basi, è squilibrato, non si è mai innamorato, non ha mai avuto una conversazione con nessuno ed molto amareggiato perché si è reso conto di essere solo e usato. Se infatti prima non c'era nessuno come lui, nello stesso modo ora non c'è nessuno al suo livello e le parti si invertono, ora è lui ad essere superiore a tutti, e diventa arrogante.
E' la solitudine secondo me la seconda protagonista del romanzo, è lì quando Charlie non ne è consapevole , è lì anche quando accanto a lui c'è la donna di cui è innamorato ma non è in grado di aiutarlo.
Purtroppo il romanzo non lascia un messaggio di speranza, l'involuzione di Chralie è solo questione di tempo ed è lui stesso a rendersene conto data la sua cultura e a rendercene partecipi nei rapporti; di nuovo il linguaggio torna ad essere semplice la memoria lo abbandona e tornano gli errori grammaticali, è stato per me come un vortice in cui stava precipitando, ma è tornato ad essere buono.
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Non conosco molto il genere distopico-fantascientifico, ma, in genere, quando leggo un buon romanzo lo so riconoscere e, fidatevi, questo lo è. Fiori per Algernon è una storia plausibilissima, verosimilissima, molto molto intensa, se non fosse che uno dei punti cardine su cui si fonda è – al momento – irrealizzabile: è la storia di un uomo, Charlie Gordon, e un topolino, Algernon, che vengono sottoposti ad un esperimento scientifico, un'operazione che li renderà più intelligenti di quanto siano in realtà, andando ad aumentare sensibilmente il loro QI. A raccontarci tutto è proprio Charlie, un trentaduenne affetto da grave ritardo che per tutta la vita ha desiderato essere intelligente, piacere alla gente, capire le cose e discutere con gli altri. Le scoperte che Charlie farà dopo l'operazione, però, saranno molto diverse da ciò che si aspettava. Ciò che scoprirà lo scopriremo anche noi con lui, leggendo i suoi "rapporti sui progressi", dapprima tra l'esilarante e il commovente, poi sempre più lucidi e finanche tragici. Ci sembrerà di compiere con Charlie questo viaggio dentro l'intelligenza umana in una roulette indiavolata eppure estremamente lucida di luce e buio, di estrema esaltazione e profonda malinconia. Un libro illuminante per molti motivi, un romanzo distopico che getta una luce nuova su molti aspetti della psiche umana. Da leggere.
 

isola74

Lonely member
Mi è piaciuto molto, ma quanta tristezza...
Charlie è un uomo che desidera essere come gli altri, ha un deficit mentale e non sempre capisce a fondo ciò che gli succede intorno.
Poi, quando finalmente è intelligente, lo è forse troppo, e finisce con l'avere le stesse problematiche.
Capisce che quelli che prima credeva amici in realtà lo prendevano in giro, bonariamente e non, forse nemmeno la mamma gli ha voluto bene.
E adesso che potrebbe e vorrebbe essere come loro, finalmente accettato, sono gli altri a non capirlo.
Il risultato, insomma, non cambia. Cosa ci vuole allora per essere amato?
Il libro tratta un tema importantissimo, la malattia mentale, che ancora oggi è spesso un tabù, e la voglia di essere accettati dagli altri ma mette in evidenza anche che le relazioni umane non diventano mai facili.
C'è poi, non meno importante, l'aspetto "distopico", la voglia di onnipotenza dell'uomo che pensa di poter deviare il corso della natura, e fallisce.

Bello! io lo consiglio
 

MonicaSo

Leggo... quindi sono
Desideravo da molto tempo leggere questo romanzo perché mi è rimasto nel cuore il personaggio di Charlie, interpretato da Mattew Modine nel film "Fiori per Algernon".
Ed è stato bello ritrovarlo; molto coinvolgente la lettura (nonostante conoscessi già il finale).
È giusto modificare forzatamente la vita di una persona? Il Charlie-prima dell'esperimento era sicuramente più felice del Charlie-dopo; e tutta la conoscenza acquisita grazie alla trovata intelligenza, in definitiva a cosa gli è servita? A capire di non essere stato amato, e ad allontanarlo dai vecchi "amici" che non lo riconoscono più e ne hanno paura... solitudine, incomprensione, infelicità.
Povero Charlie-prima che non sa scrivere e non capisce quando gli altri lo prendono in giro... ma a modo suo è felice.
Povero Charlie-dopo che non ha un posto adatto a lui in cui stare, non ha amici sinceri, non riesce ad amare... non potrà mai essere accettato.
Il romanzo ci lascia dove era cominciato con la consapevolezza di aver fatto "un giro della morte" che non ha portato da nessuna parte... e con il dubbio su chi potrà ricordarsi di portare sempre i fiori al piccolo Algernon.
 
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